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© Copyright 2017-2026- P.IVA 08831040723 Ricette e Fotografie sono di proprietà di Graziella Giannuzzi(Tutti i diritti sono riservati)
Cucina con me Graziella > Ricette > SECONDI > BACCALÀ A TIESTU ALLA SALENTINA
SECONDI

BACCALÀ A TIESTU ALLA SALENTINA

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Baccalà a tiestu alla salentina
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Baccalà a tiestu cu le patate alla salentina : il gusto antico della tradizione contadina.

Nel cuore del Salento, dove il mare incontra la terra rossa e profumata di ulivi, esiste una cucina che parla di semplicità, memoria e sapori autentici. Tra i piatti che raccontano meglio questa identità c’è il baccalà a tiestu cu le patate alla salentina , una ricetta povera ma ricca di storia, capace di portare in tavola tutto il calore della Puglia meridionale.

Cosa significa “baccalà a tiestu”?

Il termine “tiestu” (o tiesto,  in alcune varianti dialettali) deriva dal latino testum, che indicava un coperchio di terracotta o una teglia di coccio utilizzata per la cottura dei cibi sul fuoco o nella brace.

Nel dialetto salentino, “a tiestu” significa quindi “cotto nel tegame di terracotta” o più semplicemente “al tegame”. Il baccalà a tiestu è dunque baccalà cotto lentamente in teglia, insieme a ingredienti semplici come cipolle, pomodori, olive e patate, che si uniscono in un condimento denso e profumato.

Un piatto che racconta il Salento : Il baccalà a tiestu non è solo una ricetta: è un simbolo di convivialità e memoria familiare. Nelle case salentine di un tempo, il tegame di terracotta rappresentava il centro della cucina, e preparare il baccalà “a tiestu” significava riunire la famiglia attorno al fuoco, condividendo un piatto che unisce mare e campagna, povertà e ingegno.

Oggi questo piatto viene riscoperto nei ristoranti tipici del Salento come testimonianza autentica della cucina popolare pugliese, dove la semplicità diventa arte e la tradizione si trasforma in sapore.

 

Origini e tradizione del baccalà nel Salento

Il baccalà, nonostante le sue origini nordiche, è entrato da secoli nella cucina del Sud Italia grazie alla facile conservazione sotto sale. Nel Salento, dove la carne era un lusso raro e la dieta contadina si basava su legumi e verdure, il baccalà rappresentava un prezioso alimento proteico facilmente reperibile durante la Quaresima o nei giorni “di magro”.

Il baccalà a tiestu era ed è il piatto tipico dei giorni di festa invernali, preparato soprattutto il giorno di Santa Teresa a Gallipoli ( giorno in cui si aprono le festività natalizie ) ma  anche a Natale o alla vigilia, quando la tradizione cattolica imponeva l’astinenza dalle carni.

Le massaie salentine lo cucinavano in grandi tegami di terracotta, lasciandolo sobbollire lentamente accanto al camino, affinché i profumi di pomodoro, cipolla e alloro si diffondessero in tutta la casa.

La ricetta di cui sto per parlarvi è la ricetta originale salentina ( soprattutto di Gallipoli) , la racconto a voi così come è stata raccontata a me da un collega di lavoro gallipolino.

Questa è semplice e anche veloce da preparare : per prima cosa bisognerà DISSALARE IL BACCALÀ , tagliarlo a pezzi e procedere con la ricetta.

Gli ingredienti sono pochi e semplici : baccalà dissalato , cipolle sponsali , pomodori pelati , olive dolci ( o leccine ) , sedano , pecorino, capperi e olio extravergine d’oliva. 

Seguite la ricetta nel passo passo fotografico qui di seguito.

Dopo aver preparato insieme  BACCALA CON LE PATATE ALLA PUGLIESE  e il  BACCALA FRITTO IN PASTELLA , ecco che arriva una nuova ricetta tutta per voi.

Forza! Ora andiamo in cucina,  c’è un secondo piatto o piatto unico da preparare,  per la gioia di tutta la famiglia,  sempre dal cuore alle mani per te.

RICETTA BACCALÀ A TIESTU CU LE PATATE ALLA SALENTINA 

 

Ingredienti
per 4 persone

  • 800 g di baccalà dissalato
  • 500 g di patate
  • 4 cipolle sponsali
  • 400 g di pomodori pelati (o pomodorini freschi in stagione)
  • 100 g di olive nere dolci o leccine
  • 1 ciuffo di prezzemolo fresco
  • 1 foglia di alloro
  • 1 costa di sedano
  • una manciata di capperi sotto sale o sottaceto
  • Olio extravergine d’oliva
  • 1 spicchio d’aglio
  • Sale e pepe q.b.

 

Baccalà a tiestu  alla salentina

 

Preparazione tradizionale

Come fare: Baccalà a tiestu  alla salentina

 

1. Dissalare il baccalà

Se si utilizza baccalà sotto sale, va messo in ammollo per almeno 48 ore, cambiando spesso l’acqua.

Baccalà dissalato

 

Una volta pronto, tagliatelo a tranci non troppo piccoli.

 

2. Preparare le verdure

Sbucciate le patate e tagliatele a fette spesse circa 1 cm.

Affettate finemente la cipolla e spezzettate i pomodori pelati.

 

3. Comporre il tiestu

Raccogliete in una ciotola le patate affettate , le cipolle,  l’aglio tritato o intero , le olive,

i capperi dissalati  e il sedano tagliato a rondelle.

Aggiustate di sale ( poco ) e pepe.

Mescolate bene il tutto.

patate cipolle l'aglio olive capperi e  sedano    

 

Unite adesso anche il baccalà , i  pomodori pelati e il pecorino ( meglio se sardo).

Mescolate bene il tutto in modo che tutti gli ingredienti siano ben ricoperti dal condimento.

baccalà e pomodori

 

In un tegame di terracotta (il tiestu, appunto) versate un filo generoso di olio extravergine.

Formate uno strato di patate, poi aggiungete un po’ di cipolla, pomodoro e qualche oliva.

Disponete i tranci di baccalà, condite con pepe, un pizzico di sale, prezzemolo e l’alloro.

baccalà e pomodori in tegame

 

Coprite con un altro strato di patate , pomodoro e formaggio grattugiato.

baccalà condito in tegame

 

4. Cottura lenta

Coprite il tegame col suo coperchio ( oppure con carta forno bagnata e strizzata e carta stagnola a fermare il tutto e lasciate cuocere in forno a 200 °  per circa 40-50 minuti ,

aggiungendo pochissima acqua calda se necessario.

 

Nota : I tempi di cottura sono indicativi , dipenderanno dal “tiestu ” e dal suo spessore. Se utilizzate un tegame di vetro o alluminio , i tempi si ridurranno notevolmente.  

 

  Il segreto è non mescolare mai, ma scuotere leggermente il tegame di tanto in tanto per evitare che gli ingredienti si attacchino.

Trascorso il tempo di cottura , controllare che le patate siano cotte ed eliminare il coperchio.

Lasciate cuocere ancora fino a  gratinatura

Baccalà a tiestu alla salentina

 

5. Servire

Il baccalà a tiestu si gusta caldo, ma anche tiepido è delizioso: il riposo permette ai sapori di amalgamarsi perfettamente.

baccalà a tiestu

 

Consiglio della chef

Per un tocco moderno, puoi aggiungere  una spruzzata di vino bianco durante la cottura. Ma il segreto resta lo stesso: cuocere lentamente e usare ingredienti di qualità, meglio se locali. Il baccalà a tiestu salentino è un viaggio nei sapori di una volta, un piatto che racconta il legame profondo tra terra e mare, tra fede e festa, tra passato e presente. Un assaggio basta per sentire tutta la magia del Salento: semplice, sincero e inconfondibile.

 

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