Le puddiche al pepe o puddiche cu llu pépi rappresentano uno dei simboli più autentici della tradizione gastronomica di Taranto durante la Settimana Santa. Non si tratta di semplici taralli: questi piccoli anelli fragranti racchiudono secoli di storia, devozione e cultura popolare, diventando protagonisti indiscussi delle tavole tarantine nei giorni che precedono la Pasqua.
Queste sono un prodotto da forno tipico della tradizione pasquale della Puglia In particolare delle zone del Salento e del Tarantino . Sebbene il termina ” puddica ” indichi spesso una focaccia condita ( tipica di Brindisi ) nella versione ” al pepe ” si riferisce solitamente a questi taralli , a volte intrecciati ( tipici di Manduria e Taranto ), caratterizzati da un impasto generoso condito con pepe nero e talvolta con semi di finocchio.
Questi taralli fanno parte del cesto che conteneva e contiene il pane e tutti I prodotti tipici pasquali , fanno parte della famiglia delle cuddure o scarcelle .
La caratteristica principale di questi taralli è che si preparano nel periodo pasquale , più precisamente durante la Settimana Santa per essere consumate il Sabato Santo o durante la scampagnata di Pasquetta.
Hanno un sapore deciso e aromatico grazie alla presenza del pepe che le distingue dalle versioni dolci presenti nella zona.
Nel cuore della Puglia, la Settimana Santa è un momento di intensa spiritualità e partecipazione collettiva. Le suggestive processioni, i riti tramandati di generazione in generazione e il silenzio carico di significato che avvolge la città trovano un perfetto contrappunto nella cucina tradizionale.
È proprio in questo contesto che nascono le puddiche al pepe: un alimento semplice, essenziale, ma profondamente legato al periodo di penitenza e riflessione. Sono tipici della Settimana Santa perché sono i taralli preferiti dei Perdoni che li consumavano e consumano in grandi quantità per superare lo sforzo immane che compiono nel presidiare i Santi Sepolcri .
I perdoni sono I cosiddetti penitenti e cioè coloro che presidiano i Santi Sepolcri da cui ci spostano per seguire le due Processioni dell’Addolorata e dei Misteri , nei giorni che vanno dal Giovedì Santo alla mattina del Sabato Santo , sempre a piedi scalzi , con l’incedere caratteristico dondolante.
Ricetta delle puddiche al pepe (taralli tarantini della Settimana Santa)
Questi taralli al pepe venivano preparati in casa, spesso in grandi quantità, per essere consumati durante i giorni di digiuno o condivisi con familiari e vicini. La loro consistenza e il gusto deciso, caratterizzato dalla presenza del pepe, riflettono perfettamente il carattere sobrio ma intenso della Settimana Santa.
Il pepe, in particolare, non è un ingrediente casuale: il suo sapore pungente simboleggia il sacrificio e richiama i sapori forti della tradizione contadina. Ancora oggi, le puddiche vengono preparate secondo ricette tramandate oralmente, mantenendo intatti i gesti e i segreti di un tempo.
Realizzarle in casa significa non solo portare in tavola un prodotto tipico, ma anche rivivere un pezzo importante della cultura tarantina.
La ricetta di cui sto per parlarvi è la ricetta originale delle puddiche al pepe , una ricetta tanto antica quanto tradizionale che arriva direttamente da Taranto e provincia.
Dopo aver preparato insieme i TARALLI ALL’UOVO e le SCARCELLE PUGLIESI ecco che arriva una nuova ricetta tutta per voi. Forza! Ora andiamo in cucina ci sono dei taralli deliziosi da preparare in modo da ricordare le tradizioni più antiche.
Ingredienti
per 30 taralli
- 500 g di farina 00
- 150 ml di olio extravergine d’oliva caldo
- 180 /200 ml di vino bianco secco caldo
- 10 g di lievito di birra fresco
- 7/10 g di sale
- 2 cucchiai abbondanti di pepe nero macinato al momento

Preparazione
Come fare: Puddiche al pepe
1. Riscaldare i liquidi
Scalda leggermente l’olio extravergine d’oliva e il vino bianco
(devono essere tiepidi, non bollenti).

Questo passaggio è fondamentale per attivare il lievito e ottenere una consistenza perfetta
Nota : alcune versioni prevedono l’uso di semola rimacinata da unire alla farina ( 400 g di farina 00 e 100 g di semola rimacinata) e acqua al posto del vino.
2. Sciogliere il lievito
In una ciotola, sciogli il lievito di birra nel vino bianco tiepido, mescolando fino a completo scioglimento
( la quantità di lievito dipenderà dal tempo che avrete a disposizione , per una lunga lievitazione, diminuire leggermente la quantità di lievito).

3. Preparare l’impasto
Versa la farina 00 su una spianatoia o in una ciotola capiente, aggiungi il sale e il pepe nero macinato.
Mescola bene le polveri.

4. Unire gli ingredienti liquidi
Aggiungi gradualmente il vino con il lievito e l’olio tiepido.
Impasta fino a ottenere un composto liscio, omogeneo ed elastico.
( la quantità di vino potrebbe variare a seconda della farina utilizzata).

5. Lavorazione e riposo
Continua a impastare per almeno 10 minuti.
Copri l’impasto con un canovaccio e lascia riposare per circa 20 minuti , fino a una leggera lievitazione.

6. Formare le puddiche
Preleva piccoli pezzi di impasto, forma dei filoncini sottili e chiudili ad anello, creando la classica forma dei taralli.

7. Cottura
Disponi le puddiche su una teglia rivestita con carta forno.

Lascia lievitare fino al raddoppio
( per tradizione tutta la notte).

8. Cuoci in forno statico a 180°C per circa 25 minuti, finché risultano dorate e croccanti.
Consigli per puddiche perfette
- Usa un pepe nero di qualità, macinato al momento, per esaltare il sapore autentico.
- L’impasto deve risultare compatto ma lavorabile, non troppo morbido.
- Per una maggiore friabilità, puoi prolungare leggermente la cottura negli ultimi minuti.

Conservazione
Le puddiche al pepe si conservano perfettamente per diversi giorni in un contenitore ermetico, mantenendo fragranza e croccantezza. Sono ideali anche da preparare in anticipo durante la Settimana Santa.
Perché preparare le puddiche al pepe oggi
Recuperare ricette come quella delle puddiche al pepe significa mantenere viva una tradizione antica e profondamente identitaria. In un’epoca in cui tutto è veloce e standardizzato, questi taralli raccontano una storia fatta di lentezza, famiglia e ritualità.
Prepararle in casa non è solo cucinare, ma partecipare a un rito che unisce passato e presente, portando sulla tavola un simbolo autentico della Settimana Santa tarantina.

